Rimuovere le etichette di parlante
Oppure incollare il testo dei sottotitoli
Opzioni
Un riquadro, cinque scelte, e ciascuna scelta ha una pagina propria. Parentesi quadre rimuove le parentesi [quadre] appaiate, Parentesi tonde rimuove quelle (tonde) appaiate, Interlocutore rimuove un nome tutto in maiuscolo e i due punti che lo seguono all’inizio di una riga, e Musica rimuove i simboli delle note. Tutte e quattro insieme è la scelta chiamata Tutte. Ognuna di esse modifica le parole stesse anziché lo stile, quindi la riga si accorcia. A differenza delle pagine di stile, un’annotazione rimossa non può essere rimessa dallo strumento che legge il risultato. Questa pagina riempie il riquadro con la scelta che il suo titolo nomina e non ne elenca altre.
La frequenza dei fotogrammi in cui sono contati i tempi. Nelle pagine di formato è quella che serve a MicroDVD, perché memorizza i tempi come numeri di fotogramma. Nelle pagine della frequenza dei fotogrammi è la cadenza con cui è stato temporizzato il file — la versione per cui sono stati creati i sottotitoli — e il secondo riquadro della pagina accetta la frequenza del video con cui verranno usati. 23,976, 24, 25, 29,97, 30, 50, 59,94 e 60 sono quelle comuni. Sbagliarla sposta l’intera timeline, e nelle pagine della frequenza dei fotogrammi la sposta di un rapporto anziché di un importo fisso.
Questa pagina rimuove l’etichetta di interlocutore all’inizio di una riga: il nome tutto in maiuscolo e i due punti che lo seguono, insieme allo spazio che veniva dopo. `BOB: I heard that.` esce come `I heard that.`, e `- JANE DOE: So did I.` come `So did I.` Nient’altro nel blocco si muove: né gli orari, né la numerazione, né le parole.
L’etichetta viene riconosciuta dalla sua forma invece che confrontandola con un elenco di nomi. Una sequenza di maiuscole senza lettere minuscole, all’inizio esatto di una riga, seguita da due punti, è un’etichetta. `BOB:`, `JANE DOE:`, `O'BRIEN:`, `BOB (V.O.):` e `- MARIA:` rientrano tutte. `He said: hello` no, perché le lettere dopo la maiuscola iniziale sono minuscole: quello è dialogo con due punti dentro, e prenderlo significherebbe mangiare una riga del film. Nemmeno `I:` rientra: una sola lettera maiuscola non è prova sufficiente, e una pagina che la prendesse starebbe indovinando sul pronome più comune di qualsiasi sceneggiatura.
Le etichette di interlocutore compaiono per due motivi diversi e questa pagina serve a entrambi. In una traccia per non udenti segnano un cambio di interlocutore, di cui uno spettatore che non sente le voci ha bisogno per seguire la scena. In un file bilingue sono spesso l’unica cosa che separa le due lingue che condividono una riga. Stessa forma, stessa modifica. Un’etichetta per una battuta divisa su due blocchi viene riconosciuta su ciascun blocco indipendentemente, quindi entrambe le metà la perdono. I file vengono letti per ciò che sono e non per l’estensione, quindi i tre modi in cui questo si scrive — testo semplice in SRT, una colonna Dialogue in ASS, un tag `<v Bob>` in WebVTT — finiscono tutti nello stesso posto. Nulla viene caricato, e ogni formato che il sito legge è accettato.
Esempi
Un nome nudo e un nome dietro una lineetta
Ingresso
1
00:00:01,000 --> 00:00:03,000
BOB: I heard that.
2
00:00:04,000 --> 00:00:06,000
- JANE DOE: So did I.
Uscita
1
00:00:01,000 --> 00:00:03,000
I heard that.
2
00:00:04,000 --> 00:00:06,000
So did I.
Due delle forme che un’etichetta prende in un file reale: un nome da solo e un nome dietro la lineetta che segna un cambio di interlocutore. Se ne vanno entrambi, e con loro i due punti e lo spazio che segue, ed è questo che impedisce alla riga di cominciare con uno spazio spaiato. Ciò che resta è il dialogo come lo leggerebbe uno spettatore che sente la scena.
Due punti nel dialogo che restano al loro posto
Ingresso
1
00:00:01,000 --> 00:00:03,000
He said: hello
2
00:00:04,000 --> 00:00:06,000
I: am not a label
Uscita
1
00:00:01,000 --> 00:00:03,000
He said: hello
2
00:00:04,000 --> 00:00:06,000
I: am not a label
Entrambi i blocchi tornano byte per byte. I primi due punti seguono una parola minuscola, quindi stanno dentro la frase invece che davanti a essa. I secondi seguono una sola lettera maiuscola, e una lettera non basta per chiamare qualcosa un nome: una pagina che la trattasse come tale starebbe cancellando il pronome di cui ogni sceneggiatura è piena.
Un’etichetta nella colonna Dialogue di un file ASS
Ingresso
[Script Info]
Title: speaker
[V4+ Styles]
Format: Name, Fontname, Fontsize, PrimaryColour, Bold, Italic
Style: Default,Arial,20,&H00FFFFFF,0,0
[Events]
Format: Layer, Start, End, Style, Name, MarginL, MarginR, MarginV, Effect, Text
Dialogue: 0,0:00:01.00,0:00:02.00,Default,,0,0,0,,BOB: I heard that.
Uscita
[Script Info]
Title: speaker
[V4+ Styles]
Format: Name, Fontname, Fontsize, PrimaryColour, Bold, Italic
Style: Default,Arial,20,&H00FFFFFF,0,0
[Events]
Format: Layer, Start, End, Style, Name, MarginL, MarginR, MarginV, Effect, Text
Dialogue: 0,0:00:01.00,0:00:02.00,Default,,0,0,0,,I heard that.
In ASS il testo è l’ultima di dieci colonne separate da virgole sulla riga Dialogue, e l’etichetta sta dentro quella colonna. Tutto ciò che la circonda sopravvive: l’intestazione dello script, la tabella degli stili, la disposizione delle colonne e gli orari degli eventi. È la stessa modifica dell’esempio SRT, raggiunta attraverso un formato diverso.
Domande frequenti
Come fa la pagina a sapere quali parole sono un’etichetta di interlocutore?
Dalla loro forma: una sequenza di lettere maiuscole, cifre, spazi e punteggiatura senza alcuna lettera minuscola, all’inizio di una riga, che termina con due punti. Questo copre `BOB:`, `JANE DOE:`, `O'BRIEN:` e `BOB (V.O.):`, ed esclude `He said:` e `I:`. La regola è scritta come assenza di lettere minuscole invece che come elenco di nomi, quindi continua a funzionare su personaggi e abbreviazioni che non ha mai visto.
Rimuoverà i due punti che fanno parte del dialogo?
No. `He said: hello` conserva i suoi due punti, perché la maiuscola iniziale è seguita da lettere minuscole e la sequenza quindi non somiglia mai a un nome. Quella distinzione è l’intero motivo per cui esiste il requisito delle maiuscole: i due punti sono comuni nel dialogo, e una pagina che riconoscesse qualsiasi parola breve prima dei due punti ne prenderebbe alcuni e ne lascerebbe altri, in base a nulla che possiate prevedere.
Che fine fa la lineetta davanti a un’etichetta di interlocutore?
Se ne va con l’etichetta. Una riga scritta `- JANE DOE: So did I.` esce come `So did I.` senza lineetta iniziale, perché la lineetta e il nome sono lo stesso markup: è la coppia che segna un cambio di interlocutore in una traccia per non udenti. Una lineetta che apre una riga senza un nome dopo di sé viene lasciata stare, dato che non c’è alcuna etichetta con cui accoppiarla.
Rimuovere le etichette di interlocutore cambia la sincronizzazione del file?
No. Viene modificato solo il testo dentro ogni blocco, quindi ogni inizio e ogni fine restano come il file li ha scritti e la numerazione dei blocchi è quella del file. Gli intervalli di grassetto e corsivo che stavano sull’etichetta stessa vengono scartati e contati nel rapporto, dato che non resta testo su cui possano stare; gli intervalli sul dialogo dopo l’etichetta si spostano con esso e sopravvivono.
Perché qualcuno dovrebbe voler rimuovere le etichette di interlocutore?
Perché una traccia per non udenti e una traccia di sottotitoli normali sono prodotti diversi. L’etichetta c’è perché uno spettatore che non sente le voci possa capire chi parla; quando il file viene usato come sottotitoli normali, o consegnato a uno spettatore che sente la scena, i nomi sono un ingombro all’inizio di ogni seconda riga. Alcuni emittenti li vietano addirittura, quindi la rimozione è un requisito di consegna e non una preferenza.
Da quali formati si possono rimuovere le etichette di interlocutore?
Da tutti e dodici che il sito legge: SRT, WebVTT, ASS, SSA, SBV, SAMI, LRC, MicroDVD, TTML, JSON, testo semplice e CSV. Un file WebVTT che segnala il suo interlocutore con un tag `<v Bob>` viene letto per il suo testo, e il tag resta dov’è: spazzare via markup di quel tipo è il lavoro della pagina sui tag HTML, non di questa.